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l'accampo
precario ma accogliente: un'oasi, un bosco. un punto di fuga, un buco nel lenzuolo. guardate venite sedete e,se lo volete, restate con vostre parole... |
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26 gennaio 2012
Theo..
Fu la prima volta che non riuscii a sopportare più a lungo la visione di un film. A Testaccio sicuramente, insieme ad altri amici, andai a vedere "Lo sguardo di Ulisse". Non lo conoscevo. Ad un certo punto, poichè rumoreggiavamo un po' troppo, un signore dall'evidente bisogno di mostrare la sua superiore sensibilità (ovviamente non è del tutto oggettivo il mio racconto, ma siccome ricostruisco io la vicenda, me la immagino ancora così), ci invitò ad andare via.
Theo Angelopoulos aveva una capacità di sentire e far sentire la poesia. Mi ha dato la possibilità, una volta, di conoscere una professoressa di letteratura greca che al sentire nominare da me - lettore oscuro della rivista "Poesia" di Crocetti - una poetessa di cui avevo letto qualcosa e che lei aveva tradotto, da allora..forse..boh..insomma si fece una grandissima opinione di me.
L'ultima cosa. Tonino Guerra raccontò un giorno che il suo cane Teo lo fece imbarazzare davanti al regista greco. Saputo che si chiamava così, Angelopoulos ribattè: "Pensavo si chiamasse Federico!!".
Addio!!
| inviato da dadozen il 26/1/2012 alle 10:50 | |
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25 gennaio 2012
L'Accampo dei Talenti
L'Accampo dei Talenti sarà la comunità virtuale, reale e parallela di chi è disposto a perdere la propria vita qui per guadagnarla altrove. Ci prenderemo sulle spalle a vicenda come il San Cristoforo dello scritto di Alex Langer. Riusciremo a fare sì che ogni persona sarà abile in ciò che di unico riuscirà a portare e a condividere con gli altri. E' ora di partire.
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Impossibile scegliere tra natura e cultura, tra città e campagna. Vogliamo entrambe. Reciprocità e responsabilità. Spazi privati e spazi comuni. Integrazione tra tutte le diverse abilità. La vita, diceva qualcuno, è l'arte dell'incontro.
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Nasce come desiderio di condivisione: quando si nasce in una famiglia numerosa è difficile perdere il vizio di buttare tutto in caciara!! Eppoi, da questo viene la voglia di sperimenare cosa succede se si vuole vivere in evangelica - molto evangelica - 'comunione'. Io non credo che siamo tutti uguali. Inoltre, abbiamo un differente bisogno di affermazione. Tuttavia, il mio sogno è quello di dare alle persone coinvolte - tutte 'diversamente abili' - la possibilità di mettere in campo il proprio talento individuale al servizio di sé e degli altri. Ovviamente, se sentono di poter condividere la reciproca responsabilità come orientamento della loro vita.
Io ci provo..
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23 gennaio 2012
La seduzione della brevità
| inviato da dadozen il 23/1/2012 alle 0:0 |
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19 gennaio 2012
http://www.tg1.rai.it/dl/tg1/2010/sondaggio.html?idSond=SondaggioTG1n22
Andate all'indirizzo del titolo e votate questo libro!!

Nella tradizione siciliana i "cunti" erano le favole raccontate la sera
dagli anziani, con i bambini del vicinato disposti a cerchio. Interprete
moderno di quest'antica tradizione, Pietrangelo Buttafuoco racconta la
storia della vita di Scipione il Cicalazadè, conosciuto nel mondo
d'Oriente come Sinan Pascià e, in Occidente, nella sua Messina, come il
Rinnegato. Catturato dodicenne dai pirati di Dragut, Scipione viene
educato alla corte del Sultano, ne diventa il Prescelto e dunque
nominato comandante degli eserciti Ottomani di terra e di mare. Tra
battaglie, conquiste, bottini e gloria, Sinan Pascià cova nell'animo la
nostalgia per la sua terra, e per questo torna nella Terra Lunga,
l'Italia, in Calabria e poi in Sicilia. A Palermo, Scipione scorge la
meta del suo destino: una dama fatta Luna che gli incide nel cuore un
innesto dal quale germoglia l'amore. Ma la battaglia non può aspettare:
Scipione deve sciogliere le vele e puntare le prue verso Messina, dove
il fratello è pronto a ordinare il fuoco contro di lui. E dunque
battaglia, cruda e lunga battaglia tra fratelli. Ma un rabbioso
"Evviva!" saluta la vittoria di Scipione, che così potrà risalire nel
cuore segreto di Sicilia e tornare finalmente alle braccia della donna
fatta Luna. E dimorare in lei per sempre. "Il Lupo e la Luna" è un cunto
ma è una storia vera.
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11 gennaio 2012
il grande onore. poesia natalizia d'/estata
INTERMEZZO:
(Indignazione collettiva) 25/12/2011
Recede, porcoadamo, recede il tutto l'ammasso immacolato delle galassie la classe operaia, il buono del bello diciamo ch'è il cervello che recede
ché tutto questo chiasso nel colabrodo mi sta come in cranio al cielo: raglio e catastrofe.
(Beng&Oluvsen)
| inviato da dadozen il 11/1/2012 alle 19:19 | |
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6 gennaio 2012
Indovinalapoesia gennaio 2012
Indovina la poesia: gioco con premio. Si tratta di indovinare titolo e autrice/autore. Chi risponderà esattamente riceverà un regalo. Promesso. Per informazioni, potete usare l’indirizzo indicato nella sezione Scrivimi. La poesia di gennaio 2012 è difficile, abbastanza difficile. Eccola "
Tre figli maschi ho avuto e non so ancora se un nato da loro porterà un giorno avanti il nome di mio padre.
Di certo senza nome resteranno le querce la betulla la vigna che ho piantato. "
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21 dicembre 2011
Rispostacce, frasi spocchiose, pensieri buoni per oggi
"Ci sono uomini che mancano del comparativo: essi sono in genere i più interessanti" S. Kierkegaard*
"Mi
sono alzato con la certezza di essere stato picchiato, di essere
passato per le mani di molti aguzzini, uno più esperto dell'altro.
Questo lo chiamano sonno." Cioran*
Nulla, per ora, è paragonabile alla mia battuta preferita. Un erede Asburgo intervistato anni fa. Il giornalista lo avverte che la sera ci sarebbe stata la partita di calcio Austria-Ungheria. Lui, pronto: contro chi?

| inviato da dadozen il 21/12/2011 alle 9:36 | |
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